Maturazione senso-motoria e linguaggio potenziano lo sviluppo neuronale nei primi 18 mesi di vita.
Con il movimento il bambino realizza le conoscenze pratiche sulle qualità degli oggetti, nonché i processi relativi alla spazialità, alla causalità, al tempo.
Verso i due anni la capacità esperienziale sul reale ha realizzato i requisiti fondamentali, per cui egli stesso può diventare “produttore” di rappresentazioni .
“Al livello di attività rappresentativa un adattamento intelligente può aver luogo dunque anche se gli oggetti …non sono tutti percettivamente presenti. Essi possono venire sostituiti da una immagine mentale più o meno nitida e fedele, o da qualche altro significante (un simbolo, un segno grafico, o verbale). Anche i rapporti (spaziali, dinamici, o di altro tipo) istituiti fra i diversi oggetti, possono non avere carattere percettivo…ma essere semplicemente rappresentati” (Guido Petter: Lo sviluppo mentale nelle ricerche di J.Piaget).
La rappresentazione viene dunque descritta, come la prima attività di “ricostruzione” realizzata dal bambino, utilizzando la sua mente.
Ma la mente del bambino è anche il suo primo computer; perciò a pieno titolo si può parlare di rappresentazione, come attività di costruzione di realtà virtuale!
Prosegue l’autore appena menzionato:
“Rappresentazione può innanzitutto significare la semplice riproduzione mentale della immagine di un oggetto realmente esistente e percepibile, o la riproduzione mentale di un avvenimento… “
E ancora:
“Ma rappresentazione può anche significare presenza mentale di qualche cosa che non è dato nella percezione e che può essere solo il risultato di una attività di costruzione indipendentemente dalla percezione (costruzione che però non si verifica indipendentemente dalla percezione, ma utilizza, coordinandoli fra loro, i dati forniti da questa)….Infine, una rappresentazione può essere anche il risultato di una costruzione compiuta dal pensiero indipendentemente da qualsiasi esperienza percettiva.”