Nelle prime fasi del primo ciclo, meglio ancora nell’ultimo anno della scuola materna, gli interventi partono dal vissuto: il bambino realizza le esperienze con tutto il suo essere, in modo totalizzante; non è possibile discriminare nessun aspetto conoscitivo, poiché tutto è legato ad una percezione globale della realtà.
Il bambino vive in modo totalizzante ed occorre partire da questo globalismo, per educarlo all’osservazione e successivamente alla scomposizione del “vissuto”.
La psicomotricità è, in queste prime fasi, lo strumento più significativo attraverso cui si attiva il meccanismo che conduce al processo conoscitivo: i laboratori consentono operazioni di esplorazione sensoriale, spaziale, spazio-temporale, organizzativa, che stimolano il bambino ad attivare categorie per seriare gli aspetti della realtà che via via vengono scomposti in un crescendo di analisi.