Sinergie finanziarie con enti e sponsor

SINERGIE FINANZIARIE CON ENTI E SPONSOR

 

Questa “rivoluzione” è solo apparentemente costosa, in quanto implica un iniziale investimento di hardware e di software, che può essere acquisito secondo un piano pluriennale di finanziamenti, oppure può essere recuperato, utilizzando il riciclo, attraverso operatori economici che rinnovano il loro parco macchine.

E’ ovvio che non tutti i computer possono essere utilizzati: perché il lavoro risulti interessante, è necessario avere a disposizione almeno dei 486 multimedializzati, con configurazioni anche minime, (Cd, scheda SVGA, scheda sonora) purchè non eccessivamente lenti, mai cioè al di sotto dei 33 Mhz, dotati di HD di alcune centinaia di mega, con almeno 8 Mb di Ram. Soltanto a queste condizioni è possibile offrire possibilità di assemblaggio dignitosamente creativo; i bambini, soprattutto molto piccoli, hanno bisogno di macchine più potenti, per un Plug and Play facilitante.

Macchinari troppo lenti, poco capienti scoraggiano e demotivano prioritariamente gli insegnanti che, per primi, hanno la necessità di essere “catturati” nell’interesse verso le nuove tecnologie, per trascinare, successivamente gli alunni, in un lavoro strutturato; gli alunni sono già motivati per l’informatica,  rispetto ai docenti.

Sinergie finanziarie possono essere reperite nel mondo imprenditoriale, che ha tutto l’interesse alla promozione di una scuola innovativa e quindi alla formazione di forze-lavoro qualificate.

Ma sinergie ancora più creative possono essere dinamizzate nell’interazione fra Enti, ricercando nelle pieghe degli investimenti di questi ultimi, la formalizzazione di risposte produzionali a bisogni.

Le scuole possono, ad esempio, senza attivare particolari disciplinarità, nell’ambito delle loro progettualità curricolari, estrapolare prodotti che possono venir utilizzati dalla Collettività in un’ottica di mutuo interesse.

Per dettagliare una proposta: tutte le scuole svolgono interventi di sensibilizzazione in merito al problema ecologico e non devono attivare nuove discipline, se nell’ambito delle loro programmazioni annuali, dedicano una frazione di tempo, investendo nell’ambito disciplinare dell’educazione all’immagine, o degli studi sociali, per formalizzare prodotti, realizzati con programmi di grafica, come ad esempio il Banner, per costruire una cartellonistica con cui operare una sensibilizzazione nella popolazione, ad esempio in merito alla raccolta differenziata; la cartellonistica, opportunamente plastificata, può essere affissa nelle piazzole verdi, sui cassonetti per invitare i cittadini ad operare con maggiore attenzione, in fatto di ecologia.

In questo modo le amministrazioni comunali potrebbero risparmiare sul piano della pubblicistica, realizzando un duplice intento: una più incisiva azione educativa ecologica, resa particolarmente mirata dall’interessamento dei bambini creatori di messaggi e, non secondariamente, controllori di corretti atteggiamenti, che vengono attivati dall’interno dell’ambito familiare; i bambini spesso sono educatori degli adulti e realizzano significativi miglioramenti nel comportamento dei genitori, qualche volta distratti e un po’ superficiali. Ed in più si fa la cartellonistica pubblicitaria.

Contemporaneamente l’Ente pubblico, interessato dal duplice risparmio, può riversare nella scuola i proventi frutto di tale sinergia, consentendo, dopo gli anni purganti del taglio degli investimenti pubblici, una boccata di ossigeno, con cui si possono foraggiare gli investimenti in multimedialità o altro.

 

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