L’AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI
Le nuove tecnologie multimediali e gli standard plug and play consentono una rapida assunzione delle procedure operative.
Gli insegnanti, da sempre, operano in un’ottica di multimedialità: da sempre il lavoro laboratoriale è anche multimediale; è tipico il lavoro di programmazione di attività per mappe concettuali, per sfondi, per situazioni, a 360° nel campo dell’indagine conoscitiva e negli interventi di ricostruzione delle produzioni.
Il computer fa parte del patrimonio domestico; soltanto nella scuola è considerato ancora un optional e per tale motivo nei piani di aggiornamento è spesso ignorato.
Ma sempre più frequentemente, soprattutto dopo le direttive del ministro Berlinguer, l’informatica è un nuovo oggetto “di desiderio” conoscitivo; la multimedialità è un passo in più, una miglioria e per tale motivo necessita di coinvolgimento emotivo: bisogna “vedere” per essere “contagiati” e per sempre “rapiti”.
I programmi per la generazione di ipertesti fino a non molto tempo fa erano completamente assenti dal mercato delle software house, a causa del loro difficile utilizzo.
Di più esistevano sul mercato prodotti altamente qualificati, soltanto per operatori professionali, programmatori e produttori di Web.
Attualmente, per fortuna, il mondo della scuola sta scoprendo la formidabile valenza didattica della multimedialità, anche se soltanto per quanto concerne l’aspetto di fruizione di prodotti già preconfezionati.
E’ un primo passo verso la multimedialità, che fa formazione: poter far lezione con un CD – Rom è certamente molto incisivo da un punto di vista dell’apprendimento ed è, non secondariamente, importante, per addestrare la manualità dell’utente, insegnante o alunno che sia, alla navigazione nello spazio ipertestuale.
Una volta educata la mentalità di utilizzo della multimedialità come modalità di esplorazione conoscitiva, il passo all’appropriazione del know – how produttivo è breve, anche perché si sta allargando l’offerta di prodotti software, dei quali alcuni davvero molto amichevoli e semplici da usare.
Il problema, infatti, non è quello di generare dei prodotti ipertestuali, poiché abbiamo visto che da sempre, anche soltanto attraverso le ricerche cartacee su i tradizionali cartelloni murali, esistono gli ipertesti.
Il vero problema è la disponibilità di un software potente, che sappia gestire una grande quantità di files per l’assemblaggio di molti media, ma soprattutto molto facile, amichevole, privo di tecnicismi.
L’intento non è, come si diceva, l’apprendimento dell’uso del computer soltanto, ma la possibilità di usare il computer come coordinatore di media, come mezzo per costruire prodotti di conoscenza.
Il problema dell’aggiornamento della classe docente si realizza facilmente se il software è amichevole, con una help in linea che possa in qualsiasi momento essere richiamata e che sia di facile comprensione per bambini ed insegnanti.
L’aggiornamento dei docenti in fatto di multimedialità, si rivolge più al piano progettuale, relativo al coordinamento della trasversalità: è più importante che gli insegnanti apprendano le corrette dinamiche relazionali per interagire.
Soprattutto bisogna avere la possibilità reale di poter, subito, mettere le mani sul computer e poter cominciare a lavorare, anche senza saper moltissimo di linguaggi di programmazione, o di operatività o possedere chissà quali conoscenze informatiche.
La multimedialità è molto vicina alle capacità conoscitive umane: non si capisce perché la scuola non se ne sia accorta da tempo ma soprattutto perché in questa direzione non siano stati costruiti software amichevoli prima d’ora.