L’uomo riceve in dotazione, alla nascita, alcuni formidabili media, con i quali per lunghissimi millenni ha elaborato conoscenza ed abilità da renderlo assolutamente protagonista nell’organizzazione dell’ecosistema terrestre.
I primi media sono i suoi sensi, cinque: vista, udito, olfatto, tatto, gusto, con i quali affronta i primi contatti conoscitivi con il mondo e che per molti individui rimangono anche gli unici strumenti di esplorazione.
Attraverso questi media il bambino cattura i primi stimoli e li trasforma in rappresentazioni che, alla fine di un lungo percorso, diventano simbolizzazione e concetti.
Il tragitto dall’intelligenza senso-motoria all’intelligenza rappresentativa fino alla formazione del pensiero simbolico parte dalla nascita, si concretizza durante l’età evolutiva ma non raggiunge mai livelli finali: comunque l’individuo, pur realizzando importanti tappe di maturazione, non potrà mai dire di aver esaurito tutte le prospettive di evoluzione di pensiero e conoscenza.
E’ un aspetto molto affascinante sapere che un uomo non ha mai finito di “crescere” e che c’è sempre un punto più in là, a cui può arrivare e ancora un altro, oltre, senza traguardi…
Il bambino nella sua prospettiva di diventare uomo, deve percorrere tutte le tappe evolutive: una persona cresce squilibrata, se non ha “vissuto” determinati processi.
E’ impossibile pensare che possa essere un buon informatico, se non ha maturato come individuo e come uomo.
Quindi prima di pensare alle abilità multimediali, occorre formare l’umanità dell’individuo: in altri termini, non si può pensare che il bambino possa usare il computer, se non ha prima imparato a correre, a saltare, a rotolare, a sporcarsi giocando con la terra, a costruire castelli di sabbia, a razzolare nell’erba, all’aperto, a correre in bicicletta, a fare tutto quello che tutti i bambini del mondo e di tutte le epoche hanno sempre fatto.