Un bambino che trova un riscontro per socializzare le comunicazioni è un bambino che è attorniato da attenzioni e perciò può trovare anche quei riferimenti affettivi che lo mettono in condizione di realizzare alcune categorie che sono alla base di formazione di un carattere equilibrato, quali:
- il bisogno di sicurezza
- il bisogno di appartenenza
- il bisogno di stima
- il bisogno di autorealizzazione
- i bisogni cognitivi
- i bisogni estetici
( Francescato, Putton Cudini: Star bene insieme a scuola)
Anche l’equilibrio ha un ruolo importante nella socializzazione, in cui la comunicazione ha una valenza determinante.
Da studi recenti sappiamo inoltre quale valore, nella costruzione dell’intelligenza, ha il ruolo della parola, soprattutto materna, nelle prime fasi: è un autentico motore per lo sviluppo delle sinapsi.
La parola della mamma per il bambino piccolissimo è tutta la mamma che si porge a lui, è lui che “pende” dalla voce materna: presenza irrinunciabile per il rapporto vitale, condizione assoluta di stimolo sensoriale nei momenti immediatamente successivi alla nascita e durante l’allattamento.
Nell’autismo, grave blocco della mente che si accartoccia su se stessa e non va nella direzione esplorativa verso l’esterno, si presume che la mancanza di comunicazione ed affettività sia una delle cause scatenanti. Il contrario dell’autismo è la socialità, la tensione alla conquista dell’ambiente, la gioia di prendere possesso sul mondo.