Deglobalizzazione

 

Il bambino vive il tutto con tutto il corpo, in modo totalizzante, ma anche indifferenziato.

Il corpo con tutti i suoi strumenti percettivi è un solo strumento nel quale confluiscono gli stimoli provenienti dal mondo esterno: il bambino non è in grado di scomporre le singole sensazioni ma recepisce  la realtà attraverso  le “antenne” che ha naturalmente in dotazione, cioè i sensi.

Il metodo migliore è il metodo di laboratorio: attraverso di esso il bambino può, in virtù di prove e sperimentazioni, dare scientificità le sue esperienze,garantendosi l’inderogabile giocosità legata alla curiosità, all’invenzione, al creare nuove opportunità.

Il primo momento è la deglobalizzazione delle percezioni, attraverso giochi miranti per sviluppare le abilità sensoriali, passando dall’indifferenziato al sempre più differenziato e particolareggiato.

Il bambino all’inizio vive il mondo come un tutto: l’educazione deve portarlo a distinguere gli stimoli visivi, uditivi, tattili, olfattivi, gustativi e successivamente, nell’ambito di ogni singola percezione, le sfumature e le diversificazioni qualitative, in un crescendo di raffinatezza sensoriale, ma anche collegata ad una competenza di linguaggio e di lessico tecnologicamente appropriato.

L’esteriorizzare tali progressi attraverso il linguaggio porta il bambino a socializzare le esperienze, allargando la gamma di possibilità e arricchendo con il contributo dell’interazione, il proprio patrimonio culturale.

Ma il linguaggio non è il solo strumento da potenziare: occorre dilatare le esperienze utilizzando altri mezzi espressivi, quali il mezzo grafico, come linguaggio integrativo di gesto e parola e perchè il grafismo ha un ruolo determinante nella comunicazione musicale, sia primitiva e non convenzionale, sia come notazione classica, sia come utilizzo del mezzo informatico.

La formazione delle competenze motorie, linguistiche e grafiche può essere avviata contemporaneamente: un vissuto attraverso il movimento, può infatti essere raccontato e disegnato; un vissuto sensoriale può essere descritto con le parole e dipinto con i colori.

Così il movimento, il linguaggio, la grafica diventano strumenti di socializzazione dell’espressività e modi di comunicazione sempre meno indifferenziata e più raffinata.

Queste prime abilità antropomorfiche si devono considerare fondamentali e irrinunciabilI per qualsiasi “impianto”didattico.

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