SOLUZIONI COSTOSE
La soluzione dei problemi di apprendimento viene spesso demandata “in toto” alla scuola, senza prendere in considerazione che talune situazioni sono così difficili che necessitano di sinergie terapeutiche che raramente possono essere di competenza esclusiva dell’istituto scolastico.
La scuola al massimo offre un ventaglio di prospettive terapeutiche, anche ricche, sovente anche azzeccate, grazie alla “imprenditorialità” degli operatori scolastici che sanno “inventare” ogni giorno una situazione creativa, cercando di adeguarla alle esigenze degli alunni. Ma non sempre è sufficiente.
Occorrerebbero altri mezzi e ben più articolati sistemi, per recuperare la larga fascia del disagio scolastico.
Nel presente rapporto sono elencati alcune soluzioni per offrire allo svantaggio scolastico, convenienti interventi
INTERVENTI SUL POTENZIAMENTO DELLA CREATIVITA’
scuola integrata,
tempo pieno,
tempo lungo,
integrazioni disciplinari creative e coinvolgenti
INTERVENTI TERAPEUTICI E SPECIALISTICI
insegnanti di recupero
operatori socio sanitari
personale altamente qualificato
presenza di esperti nel campo del recupero dell’handicap e delle turbe affettive
terapeuti della socializzazione
INTERVENTI SUL CONTROLLO NUMERICO
riduzione media alunni per classe
abbassamento percentualizzazione
operatori del recupero/ casi di svantaggio
INTERVENTI STRUTTURALI
finanziamenti mirati per l’adeguamento strutturale
strumenti per la riabilitazione
Molte di tali prospettive con il taglio della spesa pubblica probabilmente rimarranno soltanto delle ipotesi: non sarà facile trovare i mezzi finanziari da consentire il recupero attraverso interventi, personale qualificato costosissimo, disponibilità di operatori altamente specializzati…
IL TEMPO E’ SPESSO TIRANNO…
Spesso lo svantaggio scolastico è determinato dai tempi stretti di operatività che non lasciano spazio ai ritmi di apprendimento diversi da alunno ad alunno.
In questo modo, il carico cognitivo esercita, sui tempi di esecuzione, una eccessiva pressione che determina, soprattutto nei casi di alunni lenti, delle autentiche sindromi di stress.
Ci sono bambini che riescono ad accelerare, ma altri, soprattutto quelli che hanno una tendenza alla depressione, che in partenza si scoraggiano e abbandonano il campo, prima di affrontare il lavoro per la difficoltà di operare in modo “disteso” nella fase di organizzazione.
Ecco quindi che fretta e carico cognitivo realizzano una dicotomia inversamente proporzionale in antitesi all’esigenza di spazi tranquilli: i bambini si sentono soffocati fra i due “fuochi”, reagiscono con ansia, in modo scoordinato, spesso diventano irrequieti, anche aggressivi: si sentono a disagio perché non possono avere il piacere di imparare.