Nell’organizzazione del curricolo, occorre, inevitabilmente, scomporre gli interventi in tanti sottointerventi, deglobalizzando, per evitare passaggi superficiali, poco attenti alle peculiarità e ai bisogni di ogni alunno.
Non sono tanto i normodotati che devono determinare il tenore dei percorsi; sono i bambini che hanno problemi che richiedono interventi mirati per essere efficaci.
Il metodo piegetiano, prevedendo il potenziamento della percezione, realizza un recupero dal basso, ma anche notevoli potenziamenti nelle situazioni di livello più elevato.
Parecchie sperimentazioni hanno dimostrato che attraverso il metodo sensoriale non soltanto si educano le abilità di base nei “meno abbienti”, ma che le abilità degli alunni della fascia alta, “vanno alle stelle”.
In questo modo viene inoltre ottimizzato il tempo scuola, attuando una duplice azione: colmare le lacune e non mortificare le potenzialità.
Il metodo sensoriale è uno strumento di base conoscitiva dell’ipercomplessità che può essere ridotta, scomponendo ed organizzando i fenomeni con cui si manifestano, secondo categorie tendenti a ordinare, raggruppare, selezionare, descrivere, quantificare, organizzare, ecc.
La comunicazione svolge un ruolo determinante nel processo di conoscenza, in quanto permette la socializzazione delle rappresentazioni, delle concettualizzazioni, dei dati e dei risultati delle ricerche.
Percezione e sviluppo linguistico sono i mezzi fondamentali che consentono qualsiasi impianto didattico di potersi sviluppare.
Quindi sono anche il punto di partenza per la costruzione di abilità di tipo informatico e multimediale.