LA TELEMATICA, VEICOLO DI CULTURA E DI SOCIALIZZAZIONE A DISTANZA
Gli ipertesti costruiti in un sito possono essere catturati da un altro, che li personalizza e li rimette in circolazione, integrati dai propri spunti.
In questo modo il lavoro, svolto da una scuola, può essere assunto da un’altra, senza che quest’ultima affronti, nel proprio spazio, lo stesso argomento, gli stessi contenuti. Si impegnerà, invece, con medesime metodologie, su contenuti diversi, pur nello stesso ambito disciplinare, contando sulla possibilità della ridistribuzione dei lavori tramite le reti telematiche che consentono l’accesso al lavoro “enciclopedico” che si sta accumulando, in un server, con l’apporto frazionario di tante scuole.
In questo modo ciascuno non deve impegnare tutto il proprio tempo nella trattazione di tutto, ma, operando, tramite accordi, scelte contenutistiche dilazionate, può dedicarsi, con larghi spazi, all’approfondimento della “porzione” di ricerca di sua pertinenza, che in qualsiasi momento può venire resa accessibile, in uno spirito cooperativistico, alla collettività.
In questo modo ciascuno ha un tempo più “umano” per produrre con i necessari sviluppi, sulla propria frazione di sapere, sapendo di contare, per la costruzione del “tutto” enciclopedico, sulla collaborazione di altre scuole che, muovendosi con analoghi percorsi, costruiscono altre frazioni di programma
La telematica, consentendo di remotizzare il lavoro, rende accessibile il trasporto di informazioni, da e verso altre parti del territorio. Il software deve poter facilitare l’acquisizione delle frazioni realizzate con tale prospettiva cooperativistica permettendo la possibilità, una volta acquisito il lavoro di altri, di poterlo personalizzare, operando proprie scelte, integrandolo con propri apporti soggettivi.
L’ideale potrebbe essere che il tutto potesse venir omogeneizzato in un prodotto finale, sommatoria dell’apporto di ogni frazione, una specie di soap-ipertesto!