MULTIMEDIALITA’ INTEGRAZIONE E TRASVERSALITA’
Da quando l’informatica è entrata nei nuovi programmi della scuola, si è assistito ad una rapida modifica del pensiero in merito al suo utilizzo nella didattica e ciò è dovuto, solo in parte, alla evoluzione dell’hardware e del mercato. Al computer è stato assegnato il merito di aver realizzato una rivoluzione post-Guttemberghiana, ma la vera rivoluzione non è stata il “mezzo”, bensì il suo utilizzo epistemologico attraverso la multimedialità.
E’ necessaria una precisazione sul concetto di multimediale, comunemente inteso come la possibilità di interfacciare vari sistemi audiovisivi ai fini della divulgazione di prodotti comunicativi. Tale possibilità trova la sua realizzazione negli ipertesti che sono ormai il veicolo più diffuso di trasmissione dei dati nelle reti.
Se si potesse ricostruire un’ “archeologia” dell’ipertesto, si potrebbero citare le innumerevoli ricerche cartacee di cui sono stati tappezzati i muri delle aule per molti decenni: per tanto tempo gli insegnanti in tutti gli angoli della terra hanno costruito pseudo-ipertesti su cartelloni, assemblando con metodologie differenti, prodotti laboratoriali e ricerche sugli argomenti più svariati. Un tempo si chiamavano semplicemente ricerche, cartelloni, ma il sistema di assemblaggio di dati non era molto dissimile dagli interfacciamenti delle produzioni realizzate oggi con il computer, secondo la nuova metodologia della multimedialità.
Nel Gabrielli, dizionario della lingua italiana, per multimediale si intende l’utilizzo di molti media tra loro integrati, come strumenti di comunicazione; viene anche inteso come metodo educativo che si avvale di vari sistemi didattici.
Mediale: che si avvale di diversi mass-media tra loro integrati; che utilizza più strumenti di comunicazione.
Di metodo educativo che si avvale dell’integrazione di vari sistemi didattici.
Elaboratore elettronico con dispositivi che consentono di tradurre e memorizzare dati, sia in entrata sia in uscita, attraverso l’utilizzo di vari supporti, come nastri magnetici, schede perforate…
Media: mezzi!
Al termine media si può attribuire il significato non soltanto di mass-media, ma anche di mezzi, cioè strumenti.
Allargando la prospettiva ad una più ampia accezione didattica, i media come mezzi si possono intendere sia gli strumenti di un’ organizzazione ipermediale, ma si può pensare, là dove, per esiguità finanziarie, non è stato possibile affrontare l’acquisto di macchine potenti e costose, che il sistema di assemblaggio di “frazioni” di comunicazione possa essere affrontato anche con sistemi non informatici, utilizzando materiali e supporti consentiti dal sistema comunicativo tradizionale: scritti e illustrazioni su supporto cartaceo; ma anche la voce, la socializzazione di informazioni e dati…dal vivo…
Dilatando l’accezione di media in questa direzione, ricorrendo al metodo virtuale di navigazione a ritroso, si può considerare la possibilità che, prima dell’avvento del computer, prima dell’invenzione dei mezzi multimediali, prima della realizzazione di interfacce anche cartacee, in una società non occidentalizzata, al termine multimedialità si possa attribuire anche il significato legato alla possibilità dell’individuo di utilizzare i mezzi naturali avuti in dotazione dalla nascita, cioè la percezione, i cinque sensi, nell’assemblaggio di prodotti dell’esplorazione conoscitiva che, come la multimedialità, concorrono alla comprensione degli aspetti della realtà e, attraverso la simbolizzazione, permettono la formulazione di astrazioni e concetti.
Questa considerazione può non trovare tutti d’accordo, soprattutto fra i gli accademici, ma nella nuova era in cui viviamo, tutte le esperienze si rincorrono in una tendenza alla ricompattazione di tipo gestaltiano; perciò non possiamo non prendere in considerazione anche questa sfumatura, questa nuova visuale prospettica, senza nulla togliere alle definizioni piagetiane sul valore della percezione.