LA SCUOLA: FUCINA DI ESPERIENZE MULTIMEDIALI
Se si è disponibili ad inquadrare, in quest’ottica, tutto il millenario lavoro della scuola, la didattica può essere intesa come una poderosa fucina di multimedialità, dove tutti i frammenti di conoscenza, realizzati con qualsiasi media cioè con qualsiasi mezzo, sia naturale, come la percezione, sia strumentale, come i supporti cartacei o informatici, possono essere “assemblati” secondo mappe, nodi o procedure, utilizzando metodi ed interfacce che dilatano in modo esponenziale le possibilità creative di formalizzazione.
La multimedialità consente un approccio trasversale e l’integrazione dei programmi nelle varie discipline:…“l’informatica diventa così un catalizzatore formativo e didattico che promuove il chiarimento, l’amplificazione, il consolidamento di processi di concettualizzazione e di riorganizzazione delle competenze disciplinari o settoriali in “sistemi di padronanza e di rappresentazione”(G.Marucci)
La multimedialità consente l’interazione fra ambiti, è uno strumento, una metodologia, una “trama concettuale”, una possibilità di trasversalizzazione dei curricoli; attiva una diversificazione creativa delle dinamiche insegnamento – apprendimento, l’uso degli strumenti altrettanto creativi per il trattamento delle informazioni ,diagrammi di flusso, mappe, reti, delle strategie e dei metodi, algoritmizzazione, analisi, problem-solving … e dei concetti ed organizzatori cognitivi, codici, linguaggi, dati…(G.Marucci).
La scelta di utilizzare il lavoro ipertestuale nella didattica trae le sue profonde motivazioni in un’esigenza di adeguare tutto il sistema di sapere, che un tempo avveniva in modo lineare da docente a discente, secondo una presunta successione di tipo monodirezionale e sequenziale.
Ora si sa che ogni conquista conoscitiva avviene per mappe e per gradi sempre più approfonditi di conoscenza. L’ipertesto, attraverso la multimedialità rappresenta l’organizzazione di tale processo:…”le nuove tecnologie multimediali stanno modificando i processi di conservazione e trasmissione del sapere, con forte impatto nel campo della progettazione formativa”,…favorendo un tipo di apprendimento attivo e personalizzato. (P.Limongi)
Al cambiamento dei processi formativi s’affianca l’evoluzione delle tecniche e dei metodi di insegnamento: in realtà non di tratta di una vera e propria novità, ma di un nuovo modo di interpretare e proporre strumenti più evoluti nei processi di insegnamento e apprendimento.
Un ambiente multimediale è costruito sull’esistenza di oggetti che possono essere collegati in nodi, tra i quali vengono stabiliti dei link, in modo da costituire una rete di informazioni. (P.Limongi)
L’autore di un ipertesto non scrive in forma sequenziale, e neppure il lettore consulta un’opera in quel modo.(A.Codetta Raiteri)
Il processo ipermediale consente un utilizzo poliedrico dei mezzi di comunicazione: attraverso il computer possono essere interfacciati agevolmente molti media.
Le informazioni di ogni tipo possono essere ricevute e rielaborate in base alle esigenze di ogni alunno: il suo lavoro di ricerca può contenere la digitazione di testi mediante un word – processor, l’acquisizione di immagini fotografiche scandite, di riprese con la telecamera, l’impaginazione degli oggetti e successivamente la stampa del prodotto finale.
L’alunno utilizza il computer in un processo che consiste nell’organizzare varie soluzioni di un problema; il docente, in tale modello, ha la funzione di tutor di esperto che può offrire, come aiuto, una competenza maggiore.
In questo caso l’alunno può divenire il vero protagonista, sia nel processo di apprendimento, sia nell’ambiente multimediale che privilegiando la libertà di “navigare” lascia al bambino la possibilità di “scoperta” stimolando la capacità critica e l’autonomia. (P.Limongi)
L’ipertesto essendo un prodotto costruibile e verificabile a tappe, è un formidabile mezzo formativo, perché consente all’alunno di elaborare ed immediatamente verificare, si scomporre e ricostruire, di organizzare percorsi e mappe conoscitive ed esplicative.
Una didattica che si fa più attiva, operativa, che attraverso il lavoro di gruppo valorizza l’impiego individuale del bambino potenziando la sua creatività, liberando valenze personali, stimolando capacità e congenialità che altrimenti non potrebbero emergere, nell’appiattimento della didattica tradizionale (M.C.Nicoletti).
La costruzione di un ipertesto significa, insomma, sollecitare curiosità e partecipazione, mettere insieme come in un gioco aree disciplinari tradizionalmente separate, far emergere competenze nascoste, animare gli alunni alla collaborazione e comunicazione.(M.R.Vantaggiato)
Inoltre l’uso dei mezzi multimediali è una nuova ed ulteriore alfabetizzazione che si aggiunge alla tradizionale del leggere e dello scrivere; tuttavia non si tratta di addizionare la cultura informatica alle altre discipline, si tratta di coniugare l’informatica alle discipline esistenti per raggiungere obiettivi ed abilità che comunque dovrebbero essere perseguiti nella scuola, ma che attraverso la multimedialità risultano stimolati e ricevono forza e incisività.(Marucci)