Sono operazioni che, presenti in tutti i software musicali, devono essere invece semplificate al massimo per essere disponibili alle piccole mani dei piccoli compositori.
I suoni campionati, e/o prodotti, possono, attraverso bottoni con una grafica amica, come forbici, pennelli, gomme, colle, essere manipolati, con un gioco di duplicazione-cucitura-replicazione.
Deve esserci la possibilità, sempre attraverso bottoni, di poter “restringere” i suoni o “dilatarli”, semplicemente trascinando il mouse oppure cliccando in modo intermittente, oppure dando “modelli” di dimensione della durata: possono essere quadratini, rettangolini, striscioline più o meno lunghe, “ascoltabili”, “esemplificabili”, attraverso le quali il bambino può,scegliendo, modificare la durata e la lunghezza dei suoni.
Altri bottoni devono mettere a disposizione del bambino la possibilità di “sequenziare” il pezzi prodotti, di poterli ascoltare il senso progressivo, regressivo o inverso…
Nell’ottica di offrire al bambino la gamma di possibilità di giocare con i suoni, si mette a disposizione del piccolo musicista gli strumenti per sperimentare le possibilità combinatorie dei suoni, avviandolo a costruire un suo alfabeto musicale, che presto o tardi lo porterà a ricercare nella codifica musicale convenzionale, uno strumento per dilatare al massimo la socializzazione della sua comunicazione musicale.