COME PROGETTARE UN CURRICOLO DI IPERTESTO MUSICALE

Per ipertesto musicale, non si intende qui la formulazione di un’opera del tipo CD-Rom  Musicals instruments  della Microsoft, ma una composizione musicale realizzata con le note.

Si può pensare ad uno spartito, con una melodia molto semplice che un bambino stesso può comporre, mettendo assieme note a varie altezze, utilizzando le piastre Horff, oppure una tastierina da supermercato.

Le note, catturate da una porta Midi, possono trovare nel computer, una conveniente interfaccia, che consenta di decodificare il messaggio analogico dell’esecuzione, in codici convenzionali di note, sullo schermo. La notazione può essere quella tradizionale, adatta all’esperto, ma può anche essere simbolizzata da colori, o da tacche a varie altezze, o da rettangolini su una griglia, nella quale le righe del pentagramma possono apparire evidenziate o meno: a tale grafismo musicale può accedere il bambino piccolissimo o il musicista non esperto di notazione musicale.

Il bambino costruisce dunque la sua melodia e sullo schermo appaiono, ad ogni pressione delle dita sulla pianola, le note relative o i corrispondenti simboli; successivamente è bene che possa risentire le note, sfiorandole con il mouse.

Ecco ora che il prodotto può arricchirsi attraverso la possibilità offertagli dalla funzione ipertestuale, che deve consentirgli di rendere “sensibile” una di tali note e di poterci creare dentro una variazione, dapprima semplice, ma che via via si implementa, secondo un gioco di costruzione ad albero di varianti,  come un gioco di scatole cinesi, una dentro l’altra, inseguendo un divertente “laboratorio” di prove.

Creato il “pezzo”, occorre avere la possibilità di risentirlo, partendo dall’originaria partitura, e ascoltare infine  l’effetto della costruzione finale del “prodotto”.

Le implicazioni didattiche si intuiscono facilmente, ma l’utile che potrebbe derivarne è anche terapeutico, in quanto si decondizionerebbe, attraverso l’educazione musicale veramente creativa, una grossa parte del mondo giovanile, attualmente passivo fruitore di un certo sistema discografico. Alcuni ritmi infatti sono responsabili di favorire le tossicodipendenze, come le musiche ossessive del “progressive” duro; l’ascolto di ore di musica rullante, produce atteggiamenti di spavalderia che spingendo a comportamenti estremizzanti, possono essere causa di incidenti nel periodo dei rientri notturni.

Un prodotto per “fabbricare” musica in casa, potrebbe essere una offerta conveniente per il tempo libero, per i giovani, per  l’home computer, dinamizzando un mercato ormai divenuto stantìo a causa dell’inquinamento di videogames, sempre uguali, costruiti su proposte di violenza, guerra, imboscate, battaglie, aggressività che alimentano altrettante aggressività nella socializzazione quotidiana.

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