TELEMATICA: SOCIALIZZAZIONE DELLA MULTIMEDIALITA’
Multimedialità, dunque, come trasversalità, che può essere limitata ad una singola workstation o che si può dilatare anche nello spazio vicino e lontano. La multimedialità, cioè, non si esaurisce al singolo sito ipermediale, ma può essere allargata, attraverso la telematica, ad una territorialità virtuale più estesa. La dislocazione scolastica è qualche volta un ostacolo alla socializzazione e determina un frammentarismo esperienziale che spesso mortifica il lavoro, nella ripetitività, nella speculazione temporale, nell’investimento individualistico e non organico delle contemporalizzazioni.
Per esemplificare il concetto di “multimedialità estesa” si può ipotizzare che tutte le classi parallele dei plessi di un circolo didattico possano lavorare su un unico prodotto ipermediale, utilizzando un software che consenta la riunificazione delle esperienze e dei dati, in un unico server centralizzato. Classi parallele unificate in una sola grande “classe telematica” possono sviluppare produzioni contemporanee interagendo simultaneamente attorno ad un unico ipertesto, consentendo così non soltanto l’omogeneizzazione delle produzioni, ma anche l’uniformazione oraria, sistemica, laboratoriale, operativa…
Il problema della pubblicazione, della socializzazione di dati e delle produzioni è quindi un’ulteriore occasione di creatività, soprattutto in questi fortunati frangenti storici, in cui, la tecnologia mette a disposizione mezzi sempre più potenti e le reti digitali. Ed è proprio la telematica, che realizzando l’unificazione comunicativa delle esperienze, permette un ulteriore salto qualitativo della conoscenza.
La telematica è un’interazione a distanza ed in tempo reale. Il sistema telematico consente in qualsiasi istante di accedere a qualunque cosa, in qualunque luogo: è uno stimolo notevole alla socializzazione permettere agli alunni di scambiarsi informazioni ed esperimenti, di realizzare in collaborazione con altri ragazzi, anche lontani, dei prodotti e delle conoscenze. Attraverso la remotizzazione lo spazio può essere digitalizzato e “trasferito” ricreando nell’ambiente informatico spazi virtuali, vicini e lontani: i messaggi di ogni tipo, grafici, visivi, sonori possono circolare attraverso le “autostrade informatiche” esattamente come in una stanza. E sappiamo la grande valenza della percezione, o di una parte di essa, nell’educazione della fascia d’età della scuola dell’obbligo: il trasporto di informazioni visive e sonore, contribuisce a rendere anche concrete le esperienze ipertestuali. Questa prospettiva di socializzazione consente quegli scambi che rendono possibili dei cambiamenti, abituano alla convivenza su scala più allargata, ridisegnano un modello di collaborazione che, smantellando competitività consumistiche, potrebbero favorire modelli di organizzazione più estesa e miglioramenti sui sistemi di vita.
La scuola ha la grave responsabilità dell’educazione del cittadino del “villaggio globale”(M.C.Nicoletti): la società imprenditoriale delle telecomunicazioni deve scendere in campo e mettere a disposizione dell’istruzione il proprio know-how per progetti mirati, volti ad una formazione che porti le nuove generazioni ad adeguarsi a nuovi modelli culturali, attraverso lo scambio e la circuitazione di idee anche in una dimensione multietnica.
È quindi di vitale importanza che, al più presto, l’informazione globale diventi una realtà fra scuole, fra Circoli didattici, ma anche fra cicli diversi di scuola. Ancora più incisiva può essere la comunicazione se il mondo culturale ed imprenditoriale possono colloquiare, come pure le famiglie con gli Enti e le Agenzie educative, unificando in un unico ambiente didattico virtuale, vaste porzioni di utenza. L’ambiente tecnologico diventa così un importante strumento didattico-comunicativo: attraverso le reti telematiche navigano i ragazzi ed i loro entusiasmi, le suggestioni e le emozioni che accelerano, potenziano, facilitano le conoscenze.(Vantaggiato)